Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 25
Maria Antonietta Crippa
Fra’ Ruggeri (1925-2007) condusse un percorso di moderna ricerca artistica di grande originalità nei fondamenti e nel metodo. Dopo essere stato accolto nel mondo dell’arte moderna a partire dal 1951, fino al 1957 ampliò conoscenze e rapporti, soprattutto con gli artisti e gli architetti milanesi più determinanti il clima culturale del momento. Colse la necessità di divenire artigiano artista e architetto nel campo dell’arte sacra, allora in piena espansione; volle prepararsi al compito in modo adeguato. Per questo chiese di poter abitare nel tranquillo convento francescano di Canepanova in Pavia e di prende il diploma di scultore all’Accademia di Brera. Qui scelse di studiare i segni paleocristiani delle più antiche catacombe romane. Vi scoprì una sintonia di metodo artistico e di forme con un importante ambito di ricerca dell’arte moderna. Tale sintonia consolidò la sua ricerca di modernità implicando in essa tutta la ricchezza dell’esperienza religiosa francescana nella quale egli era immerso. In due pubblicazioni, del 1963 e del 1991, egli documentò l’importanza fondamentale di tale studio nella sua arte.
Friar Ruggeri (1925-2007) led a path of modern artistic research of great originality in the foundations and in the method. After being accepted in the modern art world starting from 1951, until 1957 he expanded his knowledge and relationships, above all with the most important Milanese artists and architects, the cultural climate of the moment. He understood the need to become an artisan artist and architect in the field of sacred art, then in full expansion; he wanted to prepare himself for the task properly. For this reason he asked to live in the quiet Franciscan convent of Canepanova in Pavia and he took the diploma of sculptor at the Brera Academy. Here he chose to study the early Christian signs of the most ancient Roman catacombs. He discovered a harmony of artistic method and forms with an important field of research of modern art. This harmony consolidated his search for modernity, implying in it all the richness of the Franciscan religious experience in which he was immersed. In two publications, dated 1963 and 1991, he documented the fundamental importance of this study in his art.