Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 40
Davide Colombo
Partendo dal caso specifico dell’edificio di Santa Barbara, il saggio approfondisce il rapporto esistente tra tradizione e modernità all’interno della Chiesa e la sua apertura a professionisti, pittori e scultori contemporanei per le scelte architettoniche ed artistiche. Dopo aver indagato le principali vicende storiche della chiesa di Metanopoli, l’autore individua due momenti cronologici di affidamento dei lavori all’interno della chiesa milanese: una prima fase, coincidente agli anni di costruzione del nuovo edifico liturgico, nel quale saranno chiamati ad operare Andrea e Pietro Cascella e Giò e Arnaldo Pomodoro, e un secondo momento (1958-1962), quando, ad eccezione del più giovane Perez, verranno commissionate le opere a pittori e scultori della generazione degli anni dieci, le cui carriere consolidate erano segnate anche dalla partecipazione alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Milano e alla Quadriennale di Roma.
Starting from the specific case of the Santa Barbara building, the essay delves into the existing relationship between tradition and modernity within the Church and its openness to contemporary professionals, painters and sculptors for architectural and artistic choices. After having investigated the main historical events of the church of Metanopoli, the author identifies two chronological moments of assignment of the works within the Milanese church: a first phase, coinciding with the years of construction of the new liturgical building, in which they will be called to operate Andrea and Pietro Cascella and Giò and Arnaldo Pomodoro, and a second moment (1958-1962), when, with the exception of the younger Perez, the works were commissioned to painters and sculptors of the generation of the 1910s, whose consolidated careers were also marked from participation in the Venice Biennale, the Milan Triennale and the Rome Quadrennial.