Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 40

Ero a Metanopoli…

Carlo Capponi

L’autore prende spunto da una riflessione di Gio Ponti sul legame tra chiesa e città in Metanopoli, per approfondire le potenzialità dell’edificio cristiano per il culto nel rendere un insieme, eterogeneo per provenienza, di persone una solida comunità caratterizzata da vivo senso di identità. Tratteggia in sintesi come questo è stato favorito nel progetto di Metanopoli per volontà del suo promotore, l’ingegnere Enrico Mattei. Conclude ricordando la necessità di una tutela molto rispettosa degli equilibri compositivi, di spazi e forme, in edifici qualificati da alta qualità professionale ed artistica, come nel caso della chiesa di Bacciocchi.

I was in Metanopoli…

The author takes inspiration from a reflection by Gio Ponti on the link between church and city in Metanopoli, to explore the potential of the Christian building for worship in making a group of people, heterogeneous in origin, a solid community characterized by a lively sense of identity. He briefly outlines how this was favored in the Metanopoli project by will of its promoter, the engineer Enrico Mattei. He concludes by recalling the need for very respectful protection of compositional balances, spaces and forms, in buildings characterized by high professional and artistic quality, as in the case of the Bacciocchi church.